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Skeet

Rossetti & Rossetti

Gabriele Rossetti ha vinto a Mosca il suo primo titolo mondiale nello Skeet: era il 1991 quando a Perth suo padre Bruno conquistò il primo alloro iridato della carriera in maglia azzurra

 

Corsi e ricorsi della storia sportiva. Gabriele Rossetti è divenuto campione del mondo a Mosca a ventisei anni di distanza da quella vittoria australiana (a Perth, per la precisione) che donò a suo padre Bruno il primo titolo mondiale della fase italiana della sua storia agonistica (dopo l’importante preambolo francese della giovinezza).

Bruno Rossetti sul primo gradino del podio del Campionato del mondo di Skeet del 1991 a Perth

Il responso del Mondiale di Mosca è senza equivoci: Gabriele Rossetti è sempre il numero del mondo nello Skeet. Lo era un anno fa dopo la vittoria alle Olimpiadi di Rio e si è riconfermato oggi al Fox Lodge della capitale russa con la conquista del titolo iridato del 2017. Un titolo individuale che è ulteriormente impreziosito da un perfetto oro a squadre in collaborazione con Tammaro Cassandro e Riccardo Filippelli. Gabriele Rossetti ha affrontato il Mondiale russo con la consapevolezza di essere al top della preparazione e lo ha voluto ribadire componendo un perfetto percorso di approccio alla finale. L’azzurro di Ponte Buggianese ha conquistato l’accesso al sestetto dei duellanti da primo della classe con un solidissimo 123/125 che nessun altro dei fuoriclasse in gara a Mosca aveva saputo imitare. In finale, con 122, guadagnavano un posto altri cinque accreditati avversari: lo svedese Stefan Nilsson, il cipriota Georgios Achilleos e i russi Nikolay Teplyy e Alexander Zemlin e la rivelazione tedesca Vincent Haaga. A sorpresa è un Teplyy abbastanza distratto a lasciare il campo da sesto classificato dopo i primi venti lanci. Lo segue a ruota il suo connazionale Zemlin. Non centra il podio neppure Stefan Nilsson: lo svedese è quarto. Il “triello” per le medaglie è circoscritto dunque a Gabriele Rossetti, al tedesco Haaga e al cipriota di Londra Achilleos. Con Gabriele che guida autorevolmente la volata. Dopo che Achilleos è rimasto fuori dalla corsa al titolo e si è classificato terzo, l’ostacolo tra Gabriele e la vittoria iridata è soltanto la rivelazione Haaga. E quando Rossetti sta conducendo per 50 a 48, la fatica di una gara che si è consevata sempre a livelli altissimi comincia davvero a farsi sentire. Gabriele non inquadra il Pull nella doppia inversa alla pedana 4 ed è “zero”, ma il suo avversario tedesco non sfrutta l’opportunità di riaprire il confronto e sbaglia lo stesso piattello. A quel punto la strada è davvero spianata per Gabriele che di lì a poco sale sul tetto del mondo battendo Vincent Haaga per 54 a 52. Del resto non ha mai avuto dubbi sullo stato di forma di Rossetti neppure il coach Andrea Filippetti: “Ho sempre creduto fortemente in Gabriele anche in tutta la fase di preparazione a questo Mondiale. Gabriele ha affrontato questa gara con la precisa determinazione di riconfermare il suo ruolo di numero uno: e questo, nello Skeet in particolare, significa costruire pazientemente il proprio stato di forma giorno per giorno. La serenità con cui Rossetti ha affrontato questa gara ha certamente ispirato anche gli altri ragazzi della squadra, Cassandro e Filippelli, che sono stati fondamentali per la vittoria collettiva.” Nel caso di Gabriele la vittoria iridata un anno dopo l’oro olimpico è l’indizio preciso che il “vizio” di vincere che da sempre pervade casa Rossetti davvero non si smorza mai. “Certamente no, – dice Gabriele Rossetti – perché tutto quello che so di questo mio sport, lo devo proprio agli insegnamenti di mio padre Bruno. È lui che mi ha insegnato letteralmente a gareggiare: che è una cosa diversa dal semplice puntare alla vittoria. Gareggiare è conoscere i propri limiti e tutte le proprie capacità, valutare le proprie forze e le forze degli avversari. Gareggiare è lavorare su tutti questi elementi e farne davvero un’arma per raggiungere i traguardi che si vogliono perseguire.” Guerre stellari, dicevamo, anche nel confronto per nazioni. A fare la dfferenza ancora una volta il possente punteggio di approccio alla finale realizzato da Gabriele Rossetti. La Russia di capitan Nikolay Teplyy compone infatti un 363/375 che altrove farebbe rima con campioni del mondo, invece è l’Italia a conquistare il titolo iridato per una sola lunghezza con 364. Il 123/125 dell’olimpionico di Rio è stato appunto determinante, ma la tenuta complessiva per tutta la durata della gara da parte di Tammaro Cassandro (121) e di Riccardo Filippelli (120) hanno attribuito definitiva solidità al prrimato azzurro. Domani ancora Skeet di altissimo livello per la giornata conclusiva di questo Mondiale 2017: in programma il Mixed Team con la super-coppia d’oro formata da Diana Bacosi e Gabriele Rossetti e con la seconda formazione italiana composta invece da Tammaro Cassandro e Katiuscia Spada.

 

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